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lunedì, 29 dicembre 2008

fluoerescence (gin,poster e fighe di gomma)

fumi tanto
bevi
osi,
mi diceva Donatello

senza propulsione
strafatto di illusioni.

non ho visto Luca,
prima,
così lui non mi ha visto 
sotto un tetto di nebbia e fumo.

(bevo
oso), dico io;

con un timbro sulla mano,
una pista d'atterraggio negli occhi
e un padre biondo.
e un po' di gin sulla lingua.

i suoni non si scrivono fino in fondo,
scappano dove c'è gente che balla
o aspetta in fila per entrare,
dice Popperit sudato nella maglietta gialla.

cattedre fragili,
frammenti di apatica e tediosa ignoranza,
patetici burattini di se stessi, fighe di gomma
con bocche grandi per dire grandi bugie:
gli eventi notturni sono pronti per l'uso,
dice uno che puzza di tutto.
postato da: vn14 alle ore 19:06 | link | commenti (1)
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lunedì, 15 dicembre 2008

La fine del secolo? Una delle tante

mi manchi tu, tu, lei, lui, e tu;
anche lui e il suo amico, e Ja Pei, naturalmente.
e un po' anche quell'ascensore, le telecamere,
mi manca l'aria inglese e mi mancano le magliette leggere d'inverno,
la salsiccia e il supermarket, quello vero.

"We all say, dont want to be alone
We wear the same clothes cos we feel the same
And kiss with dry lips when we say goodnight
End of a century
Oh, its nothing special."
postato da: vn14 alle ore 20:39 | link | commenti
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mercoledì, 22 ottobre 2008

ritardi e troie

intanto che le notizie dei settimanali diventano vecchie
e non si fa in tempo a leggere i nuovi settimanali,
perdo tempo;
dormo sul divano
e il tempo mangia se stesso,
mi sveglia
mi mangia i muscoli.

perdo tempo con le troie
ad ascoltare le notizie sportive della bbc
in inglese,
a dire che il bello,
bello o brutto che sia,
deve ancora arrivare.

ero un buon bevitore
dicevano alcuni,
altri dicevano che non ne hanno mai visto  uno peggiore.
di sicuro non perdevo tempo
a spaccare i bicchieri contro i muri di una camera d'hotel
farcita di miseria, me e una di quelle troie.

meglio di stare a guardare i cicli vitali
che si aprono e chiudono come le finestre di Windows.

si fa sempre in tempo
a tornare per strada e sorridere a una mattinata tiepida
e ai germogli che spaccano i rami da dentro.

meglio di farsi mangiare dal tempo
e mangiare e masticare piano pezzi di se stessi.
postato da: vn14 alle ore 20:18 | link | commenti (1)
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lunedì, 08 settembre 2008

titolo: il linguaggio come forme; e i sentimenti
che attraverso di esso vogliamo esprimere, come vita.

contesto: pece e odore di pece
e il quartiere si addormenta con strade nuove.
acqua piovana e schiuma chimica che scivolano sull'asfalto.

azione: tu dimmi, non guardo fuori,
non ascolterò altro. rispondi, avanti.
critica, non giudizio.

contesto: scorre la birra nel sangue,
il quartiere dorme.
e io litigo con te e con me.
postato da: vn14 alle ore 09:04 | link | commenti (2)
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giovedì, 14 agosto 2008

vigilia di un ferragosto marcio

avevo un amico, uno scout frocio di nome Arthur;
a lui non dava fastidio la parola frocio.


avevo un amico, uno scout frocio,
spesso triste per il suo passato scout.


Arthur,
sei l’amico che voglio amare [in questo ferragosto marcio];
maestro del lungo, immenso, ragionato disordine di tutti i sensi
che io ancora rincorro annoiato [in questo ferragosto marcio].
soffro perché la mia vita non è un festino
e non lancio più alla Notte parole che escludono ogni perdono.

ma non sono il solo colpevole di tale melma nel pensiero,
Arthur.
per salvarmi provo a offendere la Bellezza
anche quando non è amara.
e ora aspetto di fuggire in Africa per spostare la mia battaglia,
più crudele di quella fra uomini.

 

 

 

 

 

 

postato da: vn14 alle ore 20:17 | link | commenti
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sabato, 28 giugno 2008

il mio corpo contro il progresso

studio, tesi, lavoro, burocrazia, cibo di merda,  tecnologia,
lavoro
=

sbocco (vomito), febbre,
lavoro.

ringrazio il mio corpo per essere sempre così puntuale
e poco civile,
quando protesta contro la civiltà mi avverte.

sbocco (vomito), febbre

e voglia di impugnare la mente
e lanciarla in un campo di grano un po' in discesa,
dove non si vede  nient'alro che grano.
postato da: vn14 alle ore 13:26 | link | commenti (7)
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mercoledì, 21 maggio 2008

diversità elettive

diversità elettive, promiscuità
su di un pavimento di buchi di vetro e plastica
con Terry Richardson maestro d'orchestra.

innamoramenti tanto temporanei
davanti a uno schermo
o vicino a signorine albanesi con la ciunga in bocca
e le All Star nuove.

luci al neon su visi di plastica e gomma,
su sorrisi stranieri,
su mani curate
e pensieri marci.

baciami Pioggia
e cancella dalla mia lingua l'amaro
dei vizi che mi ricordano la mortalità.

castrami Sole
e toglimi dalla gola e dallo stomaco
l'amore.

  
postato da: vn14 alle ore 21:15 | link | commenti (9)
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mercoledì, 30 aprile 2008

estetizzazione della vita quotidiana (parte seconda)

in bilico stasera scrivo una poesia.
poesia è una parola che  ho usato spesso
in quello che ho scritto, ma
quando parlo non dico che quello che scrivo è poesia:

'non ho neanche una vita che sa di circo
se calamito sguardi m'impaurisco, ma
temo il giorno in cui gli occhi degli altri
saranno muti e io non starò bene
solo facendomi male.

osserverò i rottami nelle strade
ascolterò i pezzi di silenzio
e mi laverò il cazzo ad ogni ora.

una bestemmia, due bestemmie
e una donna incinta di fianco a un uomo
saranno i miei brutti sogni,

perchè le vecchie ciccione continueranno
a essere immagini di bambini arrapati
e i piedi velati di calze velate color carne,
nere, rosa, rosse, bianche
non avranno più odori e profumi.

il mio  cuore batterà come il "disordine"
dei Joy Division,
si muoverà su e giù come le note del "disordine"
e alla fine lo cagherò sopra il più bel tavolino di vetro
che abbiate mai visto,
così lo potrete ascoltare:

'
postato da: vn14 alle ore 00:19 | link | commenti (13)
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venerdì, 18 aprile 2008

estetizzazione della vita quotidiana (parte prima)

poi,
un giorno,
dirò di essere sempre stato incerto;
lo dirò senza vergogna
e senza paura dei leoni-da-istituzione
e dei loro sorrisi acuti, costruiti, corrotti.

ora
li accarezzo come fossero gatti persiani
a caccia di fusa,
apprezzo i loro pullover bordò
e denigro i loro nemici:
uomini come me.

poi,
un giorno,
capirò che non ero meno merda di loro
anche se sono sempre stato incerto;
confesserò i miei peccati laici a chi mi ha amato:
uomini come me.

ora
ho bisogno di una poltrona di pelle marrone
e di uno scotch con ghiaccio
ad una festa di artisti drogati
o di una strada con luci e insegne ovunque
e  gente con cappelli e giacche colorate.

 

postato da: vn14 alle ore 21:26 | link | commenti (10)
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lunedì, 17 marzo 2008

Fetish Flâneur

senza mal di testa
e versi in testa resta in equilibrio
sul filo di un qualunquismo in metastasi.

ruba sguardi che desiderano e scappano,
si nutre  di piedi lampadati
in scarpe di vernice nera col tacco alto,
di capelli biondi a tagli di squadra
e di altri sguardi che rubano.

non sa se sentirsi meglio degli altri
ma fra le vie del centro non importa;
le borse e le mutandine in vetrina
lo fanno godere perchè non le ha ancora comprate.

mastica pezzi di forfora, unghie e  mucosa  nasale secca,
vive d'immagini e succhia il cerume.
la sua vita è un'opera d'arte svalutata
e il suo tempo è il momento......
postato da: vn14 alle ore 23:23 | link | commenti (5)
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